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Il target è tutto

il target

Vieni qua, che ti targettizzo

Il segreto per avere successo con il web marketing è sicuramente targettizzare (o targhettizzare) bene. Ma cosa significa? Te lo spieghiamo noi, cercando di fare degli esempi che siano chiari ed immediati.

Targettizzare significa andare ad individuare la fetta di pubblico che può essere interessata al prodotto o al servizio che offri.

CIT. IL DOTTOR TARGET

Già da questa premessa si capisce bene che questo articolo può essere utile a quei lettori che hanno intenzione di realizzare un ecommerce con la nostra agenzia e/o che vogliono cominciare a bomba con una pubblicità sui social. Non rientri in nessuna delle due categorie? Fa lo stesso, continua a leggere così ti fai un po’ di cultura sul web marketing!

Scherzi a parte, cominciamo a spiegare nello specifico come si fa a targettizare i clienti.

In realtà il criterio con cui si targettizza è molto semplice e banale: in base alle caratteristiche delle persone, queste ultime faranno parte di un target oppure di un altro.

Ci spieghiamo peggio:

target dei genitori che comprano zaini per i figli che vanno a scuola

Se vendi astucci, quaderni e zaini per la scuola, i tuoi target di riferimento saranno due:

  1. I genitori di bambini in età scolare, fino alle medie o anche alle superiori (ci sono sempre i ragazzi più mammoni che continuano a farsi comprare lo zaino dalla mamma anche a 17 anni)
  1. Gli studenti universitari, ovvero quei ragazzi che continuano ad interessarsi al materiale scolastico ma che si occupano autonomamente, di procurarselo.

Quindi, abbiamo capito quali sono i tuoi potenziali clienti. Fino a qui, tutto semplice e scontato. Sappiamo già che molti di voi staranno già pensando: “che pacchia lavorare in una web agency !”. E invece no, non siamo come quelli che lavorano alle P*ste. Una volta individuato il target, infatti, comincia la parte più difficile ed entra in gioco lo studio, quello pesante.

Segmentazione del mercato e analisi del target

target, che letteralmente significa bersaglio
(*) infatti, target in inglese significa letteralmente “obiettivo”, “bersaglio”

Cosa studiamo? Studiamo la segmentazione del mercato e analizziamo il target (targeting), le persone individuate come “bersaglio” (*) della nostra pubblicità.

Più nel dettaglio, studiamo 2 elementi relativi a queste persone: canale e messaggio. Ovvero, attraverso quale strumento comunicare la pubblicità e quale tipo di comunicazione utilizzare.

Iniziamo dal canale

Ci sono tanti canali da utilizzare per comunicare con le persone e tutti noi li conosciamo perché, oramai, sono diventati strumenti utilizzati ogni giorno, per praticamente qualsiasi esigenza. Stiamo parlando dei Social Media (Instagram, Facebook, Twitter, Whatsapp, Tik Tok, Linkedin e così via), dei motori di ricerca (primo fra tutti, Google) e della posta elettronica (email).

Abbiamo menzionato dei tools che tutti sicuramente usiamo. Ti stupiresti nello scoprire quante ore passi su queste piattaforme: secondo una ricerca recente, “gli Italiani trascorrono sul web circa 6 ore al giorno” (fonte: ansa.it). Di queste sei ore, almeno 2 sono spese sui social. E indovina come abbiamo fatto a dirti questo dato? Ovviamente, lo abbiamo cercato su Google.

Capirai subito le potenzialità commerciali di questi strumenti: l’affluenza di utenti è davvero immensa e costante, per cui mettere un annuncio su queste piattaforme significa acquisire una visibilità incredibile. Nulla di paragonabile alla vecchia cartellonistica di una volta, o al volantinaggio.

Ad ogni canale individuato corrisponde una certa modalità di comunicazione pubblicitaria:

Con i social si utilizzano i post sponsorizzati e le campagne di advertising.

Per fare pubblicità con le email si devono creare delle newsletter.

Su Google ci si avvale, invece, degli annunci a pagamento, offerti da Google Adwords.

Per approfondire ognuno di questi temi ti consigliamo di andare sulla pagina del sito dove ti spieghiamo in maniera più approfondita ognuno di questi servizi. Se invece non hai molta voglia di leggere, perché già con questo articolo ti sei stancato, allora contattaci. Parlerai al telefono con un nostro operatore che sarà felice di spiegarti i nostri servizi.

Ma cosa c’entra tutto questo con il target? C’entra eccome, perché non tutte le persone utilizzano gli stessi strumenti! I giovani, per esempio, si divertono maggiormente a spendere il loro tempo su Instagram e Tik Tok e quindi è più facile che visualizzino un post sponsorizzato su uno di questi due social.

Un po’ di dati su Instagram, per capire meglio:
+50%Percentuale di utenti con un’età massima di 35 anni
13,9%Percentuale di donne di età compresa fra i 18 e i 24 anni
50%Percentuale di utenti che segue almeno un profilo aziendale
il target group di Instagram

Cosa si evince da questi dati? Anzitutto, che più della metà degli utenti ha meno di 35 anni. Tra di essi, il 13,9% sono donne di età compresa fra i 18 e i 24 anni. Il target group di Instagram è principalmente giovane e gli utenti sono inclini a seguire i loro profili aziendali preferiti. Infatti, fra gli utenti totali di questo social network, il 50% segue almeno un profilo aziendale.

E il caro vecchio Facebook?
60,3%Percentuale (stimata) della popolazione mondiale attiva su Facebook entro il 2025
86%Percentuale di utenti attivi che dichiara di utilizzare l’App per almeno 59 minuti al giorno
93%Percentuale di aziende che utilizza già inserzioni su Facebook
il target group di Facebook

Gli adulti, invece, prediligono Facebook come social su cui condividere i loro pensieri, le loro gif glitterate e i loro auguri di buon anno nuovo. Per questa fascia di età, allora, è più probabile ricevere annunci pubblicitari scrollando tra un post e l’altro del proprio “amico”.

Il messaggio

Per messaggio intendiamo il tipo di comunicazione adottato, caso per caso. La domanda che ci facciamo prima di strutturare ogni tipo di campagna pubblicitaria è: “Quale linguaggio utilizza il destinatario del nostro messaggio? Quali sono le parole che attirano la sua attenzione e che possono convincerlo a comprare?

In sintesi, cerchiamo quale tipo di comunicazione funziona di più sul target individuato. Per esempio, scrivo un messaggio come: “Non essere cringe quest’anno, acquista i nostri zaini”. Questa è una pubblicità mirata agli studenti di medie, superiori e università. Sto letteralmente ignorando il target dei genitori, perché statisticamente gli adulti non utilizzano nel loro vocabolario parole come “cringe”. Ogni generazione, si sa, ha il proprio lessico…

Se vogliamo che i genitori acquistino il prodotto, punteremo su altre strategie comunicative, altri colori, altre parole e, soprattutto, cercheremo di valorizzare altre caratteristiche dello zainetto.

Ti stupiresti vedendo come il solito articolo possa sembrare due oggetti diversi a seconda di come viene pubblicizzato:

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